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Dalla Newsletter - I Fantasmi del Passato: cosa mi ha ispirato a scriverlo?


I Fantasmi del Passato
I Fantasmi del Passato

Da sempre sono attento alle tematiche sociali e, soprattutto, alle relazioni umane che spesso si rivelano difficili nello gestire. Nella mia vita ho sbattuto le porte tante volte, sono sparito senza più guardarmi indietro, ho lasciato situazioni in sospeso perché troppo preso dalla mia "sindrome di Tarzan" a passare da un progetto, una vita, un lavoro, un viaggio, anche un libro, all'altro.

Ho deciso, ad un certo punto di conciliare questi miei pensieri in un libro unico. Un libro che parla di amicizia, di rancore, di successi professionali, ma soprattutto di fallimenti personali.

Le tematiche del libro sono varie, ed immagino che chiunque si sia sradicato dalle proprie origini possa sentirsi rappresentato da questi personaggi che, devo ammettere, amo in modo eguale, proprio per il loro essere umani, finanche prevedibili.

I Fantasmi del Passato, in libreria dall'8 dicembre 2023 ma disponibile per preordini, vuole essere un invito a riflettere sui valori più basilari della vita. Il personaggio che secondo alcuni è quello principale, non secondo me, sembra essere un uomo di successo che ha trovato forza nella sue misavventure e frustrazioni per riscattarsi nella vita. Eppure, nonostante quel successo che gli viene attribuito in due nazioni ed in tanti campi, non riesce a capacitarsi del rifiuto del suo migliore amico a mantenere quella amicizia viva. Si arrovella, dopo oltre trent'anni, e, anche se non lo dice, si rende conto che ha tutto, ma non ha piu quell'amico, l'unico amico, al suo fianco.

La storia, quindi segue un percorso a ritroso verso la ricerca dell'amicizia perduta. I dialoghi vanno dal faceto al super-serio con degli argomenti che tanti, ancora oggi, possono trovare pesanti.

Mi sono divertito a scriverlo, creando colpi di scena continui, ma anche nel creare degli intrecci tra i miei libri, alcuni pubblicati ed altri no, ma anche con il mondo reale. Per Esempio, Pascal de Napoli, è il mio pseudonimo per l'altro genere che amo, quelle delle storie per bambini. Nel libro si fa riferimento al libro stesso in varie occasioni. Insomma, secondo qualcuno dei miei lettori beta, "in alcune parti, sembra un episodio di Black Mirror".

La frase sulla copertina del libro è una adattazione al mio pensiero di un concetto espresso in un libro dal premio Nobel Desmond Tutu. Credo che non ci fosse frase migliore per spiegare lo scopo del mio libro. Un libro, che a differenza degli altri che ho scritto, non ha ne' un prologo, ne' una conclusione perche' questi sono nel libro stesso.

La copertina del libro, come tutte le copertine dei miei libri, l'ho creata io, usando delle foto di Napoli e creando silhouette dei due ragazzi al computer. Noterete che le due figure non rappresentano due uomini di mezza età, ma due giovani che bevono un caffè con una vista su Napoli. Ho voluto usare questa copertina come fosse un atto dovuto verso il "quello che poteva essere" se i due protagonisti non si fossero persi.


Nel libro ci sono forti elementi autobiografici. Chi mi conosce lo intuisce subito. Quello che però non intuisce e che sono rappresentato da tutti i personaggi, non solo da quello che sembra essere quello piu ovvio.

La storia, inizialmente un capitolo unico, era stato creato per il teatro. Quando mi sono reso conto che la drammaturgia non è pari allo scrivere un libro, ho deciso di ammainare la bandiera e aggiungere gli altri due capitoli. Però, per un vezzo, ho voluto lasciare i capitoli sottoforma di Atti, in onore all'intento iniziale.

Spero che il lettore trovi di stimolo gli argomenti trattati e che alla fine del libro possa guardare la copertina, il retro, e capire il significato di quella frase, per poi guardare la parte frontale e non avere mai rimpianti nella vita.

Luigi Pascal

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